Aristippo di Cirene.

Aristippo di Cirene fu amico di Socrate e conoscitore della dottrina di Protagora. Fondò una scuola alla quale, per prima, appartenne sua figlia Arete ed Antipatro. Arete iniziò alla dottrina edonistica suo figlio Aristippo II il quale insegnò a Teodoro l’ateo, il quale insegnò a Bione di Boristene -più cinico che edonista però. Per parte sua, Antipatro insegnò ad Egesia ed Anniceride. Più tardi, intorno al 320, seguì la dottrina di Aristippo anche Evemero.

Aristippo misura con Antistene il valore della scienza solamente in rapporto all’utilità pratica. Non tiene in alcun conto la matematica, perché essa non si domanda ciò che è utile o dannoso; ritiene inutili e senza risultato le ricerche fisiche; della gnoseologia si appropriò solo ciò che trovò utile per la sua etica.
Le nostre percezioni, egli diceva come Protagora, ci danno notizia solo delle nostre proprie sensazioni, non della natura delle cose né delle sensazioni di altri uomini, poiché sono il momentaneo prodotto dell’incontro di movimenti dell’oggetto percepito e del soggetto percipiente.
La sola sensazione soggettiva determina la legge dell’azione.
Ogni sensazione consta di un movimento: se questo è dolce, sorge il sentimento di piacere, se rude o violento, il sentimento di dolore; se c’è riposo, o solo un movimento debole e impercettibile, non proviamo né piacere né dolore. La natura stessa dice ad ognuno che di questi tre stati solo il piacere sia desiderabile e che il bene si accompagni col piacevole, il male collo spiacevole; questo si dimostra col fatto che il piacere non è altro che la sensazione di un processo naturale del nostro corpo; donde la convinzione, principio supremo dell’etica edonistica, che le nostre azioni devono mirare a procurarci il maggior piacere possibile.
Ma per piacere Aristippo non intende, come più tardi Epicuro, la semplice tranquillità dell’animo, poiché questa sarebbe la mancanza di ogni sensazione, sì bene il godimento. Quali siano gli oggetti e le azioni che ci procurano piacere è in sé indifferente; perché ogni piacere, in quanto tale, è un bene.
Aristippo si mostrò amabile e benevolo verso gli altri: e cercò sempre di tenersi lontano dalla vita politica per non perdere la propria indipendenza.

Una Risposta to “Aristippo di Cirene.”

  1. Selena Vancheri Says:

    You’re a moron.. Your readers ought to knee you in the nuts!

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