Erich von Holst.

Qualche interessante osservazione viene dagli studi di un acuto ricercatore, Erich von Holts e da una sua indagine, semplice, ma di grande portata per le scienze del comportamento (non solo animale).
Von Holts si interessò ai cabacelli, minuscoli pesci che si spostano in branco alla ricerca del cibo. Ogni tanto, uno di loro si stacca dal gruppo e nuota, da solo, in una direzione diversa. E non è detto che sia quella giusta: potrebbe non esserci cibo, di là, o persino nascondersi un predatore in agguato. Il cabacello indipendente si volta a guardare cosa fa il branco; soltanto se gli altri, convinti della sua scelta, lo seguono in numero sufficiente, lui, confortato, prosegue. Altrimenti, rientra nel mucchio. È il modo d’agire tipico degli animali che vivono in branchi, in stormi.
Von Holts privò un esemplare della parte anteriore del cervello, quella che sovrintende alle attività di gruppo, alla vita sociale. Il pescetto continuò a comportarsi in tutto e per tutto come gli altri ma, quando si separava dal branco, non si girava più indietro per osservarne le reazioni. Lui tirava diritto, senza esitazioni.
E l’intero branco lo seguiva. L’unico pesce senza cervello era diventato il capo indiscusso. E proprio a causa del suo difetto.

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